| I giovani della FGCI di Roma incontrano i giovani del PSUV |
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In questi giorni la Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani ha avuto il piacere di ospitare a Roma, e in altre città italiane, il dirigente dei giovani del PSUV (Partito Socialista Unitario del Venezuela) Daniel Tellis, che per il partito si occupa, attraverso la Commissione di Formazione, della scuola e dell'università. Daniel, appena atterrato a Roma, è stato pretestuosamente trattenuto dalle forze di polizia di frontiera che l'hanno interrogato sui motivi della visita, su dove avrebbe alloggiato e per conto di chi fosse venuto. Queste due ore nel commissariato di polizia gli hanno consentito di capire sin da subito il clima politico che si respira nel paese, clima politicamente (ma non solo) razzista e autoritario. Nel corso del soggiorno ha avuto la possibilità di notare alcuni aspetti dello stato del Paese. Le cose che lo hanno colpito di più sono state: la noncuranza dello Stato riguardo i meno abbienti, la condizione dei senza fissa dimora e il numero delle persone costrette a mendicare. Gli abbiamo spiegato che tutto ciò in Italia è stato appaltato, per lo più, ai servizi “caritatevoli” della Chiesa Cattolica e pagati dallo Stato e dai contribuenti attraverso fondi come l’otto per mille che spesso non giungono alla destinazione sperata. Lui, invece, ci ha spiegato come gli ammortizzatori sociali diffusi in Venezuela diano la possibilità a tutti di comprare, attraverso una carta data dallo Stato, i generi di primaria necessità. Lo Stato ha, inoltre, obbligato le imprese a pagare un salario minimo garantito e dignitoso a tutti i dipendenti. Lo Stato sociale venezuelano, sotto il controllo dei cittadini, attraverso le assemblee territoriali e il Ministero del Potere Popolare, gestisce tutta la rete di aziende statali che garantiscono, ad esempio, trasporti a basso costo e la formazione gratuita per tutti (comprese le mense, i libri, e la formazione universitaria statale). Tutto ciò è stato regolamentato in questo periodo in cui il governo di Chavez ha fatto approvare la “Ley Organica de Educacion” che stà già da tempo dando i suoi frutti, riducendo sensibilmente la percentuale di analfabeti e, quindi, innalzando il livello di istruzione del paese che ha, quindi, raggiunto il traguardo di alfabetizzazione minima imposta dalle Nazioni Unite per i paesi dell’America Latina. Il Compagno ci ha anche parlato della fase di transizione che sta portando il PSUV al processo unitario dei partiti e delle formazioni politiche progressiste e bolivariane voluto da Chavez. Egli, facendo parte del partito comunista, ci ha potuto spiegare quali sono le contraddizioni all’interno di una società che sta facendo i conti con un lento e progressivo percorso verso il socialismo. Esistono infatti ancora nel paese aziende, scuole ed università private oltre a formazioni politiche riformiste che gestiscono la transizione. Matteo Gigante
"Il comunismo è possibile empiricamente solo come azione dei popoli dominanti tutti 'in una volta' e simultaneamente, e ciò presuppone lo sviluppo universale della forza produttiva e le relazioni mondiali che il comunismo implica. Il comunismo, per noi, non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti." Questo scriveva Marx nel 1846, nell'Ideologia tedesca, e questo noi cerchiamo di portare avanti ogni giorno. Ed a quest’idea dell'unione dei popoli come unica soluzione per permettere lo sviluppo del comunismo che si lega l’esperienza che noi compagni campani abbiamo portato avanti, grazie all’iniziativa promossa dal compagno Fabio Avolio e dal Prof. Vittorio Mazzone: “Grupo de Solidaridad Mediterraneo-Venezuela”. Con il compagno venezuelano Daniel Tellis, in visita in Campania per quindici giorni, abbiamo incentrato il confronto su due principali temi: le differenze tra l’organizzazione scolastica e universitaria venezuelana e quella italiana, e la cultura popolare venezuelana, il modo in cui il suo popolo si rapporta al marxismo, alla politica, alla quotidianità, e soprattutto il modo in cui la rivoluzione è stata portata avanti attraverso gli anni. La discussione sulla tematica giovanile per eccellenza, l’organizzazione scolastica ed universitaria, si è svolta presso il Circolo di Rifondazione Comunista di Afragola (NA) alla presenza, oltre che di noi compagni della FGCI e dei Giovani Comunisti, dei Giovani Democratici e della giovanile dell’Italia dei Valori. Questo è il verdetto che ci consegna il compagno venezuelano Daniel Tallis: una scuola alternativa? Si può fare. La nostra idea di partecipazione politica sociale e popolare nella scuola coincide perfettamente con l’attuazione del progetto di questi compagni del Venezuela. La loro storia non è semplice, ma la loro forza deve essere un esempio per noi, la scuola non è una trasmissione di contenuti disciplinari che avviene dal professore all’alunno, ma partecipazione, integrazione, unificazione umana e sociale. Il governo rivoluzionario venezuelano si propone di attuare il socialismo, portarlo avanti e compiere la svolta socialista definitiva. Ci stanno riuscendo, l’università e la scuola sono un esempio. Daniel ha parlato di un processo di trasformazione in senso socialista della scuola, in che modo? Compartecipazione, unione e progettualità sono parole inequivocabili che loro hanno saputo trasformare in pratica. L’università si divide in tre modalità: università privata, università pubblica/autonoma (che riceve stanziamenti dallo stato) e infine, la loro università: l’università pubblica/sperimentale. La loro iniziativa, la loro trasformazione, ha fatto sì che più di un milione di ragazzi potessero arrivare alla laurea. Prima, affermava Daniel, poco più di quaranta mila ragazzi arrivavano all’università; ora grazie alle loro lotte sono riusciti ad integrare più di un milione di persone senza avere ingenti stanziamenti, infatti l’università/autonoma riceve cinque volte il loro stanziamento. Insomma, l’idea che Daniel ci trasmette del suo popolo è un’idea di grande forza, di grande dignità, che, amaramente dico, non trova grande riscontro nel nostro popolo, sebbene la forza di resistere caratterizzi ancora quella parte del paese che non ha ancora perso la capacità di sognare una società diversa. Come ci raccontava, in Venezuela ciò che ha reso possibile la rivoluzione e la trasformazione socialista della società (che non è comunque completa, ed è anzi ancora difficile da sostenere) è stata la coscienza di popolo, l’unità delle forze. Durante il secondo giorno di visita campana, abbiamo portato Daniel in giro per la città di Napoli, mostrandogli i luoghi caratteristici dell’arte e della storia napoletana: il Maschio Angioino, l’Albergo dei Poveri, Palazzo Reale e piazza del Plebiscito, il Lungomare. Passeggiando per le strade di Napoli poi, c’è stato un particolare gesto da parte sua che sento di dover raccontare, e che mi ha immediatamente ricordato le parole del Che: “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi qualsiasi ingiustizia commessa contro qualsiasi persona, in qualsiasi parte del mondo.” Maria Monticelli - Responsabile Comunicazione FGCI Napoli |










