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15 Dicembre, SCUOLA DI FORMAZIONE |
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Ricordiamo a tutti l'importante appuntamento di Martedì 15 Dicembre, in Federazione a Via Luzzatti 12, nuova giornata di formazione comunista.
Si tratterà del testo “Un passo avanti e due indietro” di Lenin: critica dell’opportunismo sulle questioni organizzative. APPUNTAMENTO DALLE 18:00. |
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Simbolo Federazione della sinistra |
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Polonia: presentata una legge per mettere al bando tutti i simboli del comunismo |
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Chiunque li utilizza o ne è in possesso potrebbe rischiare fino a 2 anni di carcere MILANO - Vent'anni fa, dopo la caduta del Muro di Berlino, decisero di buttare giù le statue di Lenin e di Marx e di seguire le democrazie occidentali. Adesso i politici polacchi hanno presentato un breve emendamento che mette al bando qualsiasi simbolo comunista dal paese dell'Est europeo. Il Senato ha infatti approvato una modifica all'articolo 256 del codice penale che dichiara illegali tutti i simboli comunisti. Chiunque li utilizza o ne è in possesso rischia fino a due anni di carcere per aver commesso il reato di «glorificazione del comunismo». Il Presidente della Repubblica Leck Kaczynski lunedì prossimo dovrebbe firmare la legge che probabilmente entrerà in vigore dal prossimo anno. A questo punto anche indossare t-shirt con l'immagine di Che Guevara o solamente canticchiare l'Internazionale nelle strade di Varsavia sarà considerato un crimine in Polonia.
EMENDAMENTO – La nuova legge infatti proibisce espressamente tutte le immagini che inneggiano a sistemi antidemocratici: l'articolo afferma che è vietata «la produzione, la distribuzione, la vendita o il solo possesso di oggetti che richiamano al fascismo, al comunismo o ad altri simboli di totalitarismi». Uno dei principali promotori della norma è Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello del Presidente della Repubblica e capo del partito di opposizione «Legge e Giustizia». Secondo Kaczynski questa legge è sacrosanta perché il comunismo è uno dei simboli negativi del '900: «Nessuna immagine del comunismo ha diritto di esistere in Polonia - ha spiegato ai media locali il leader dell'opposizione - Il comunismo e il suo sistema genocida deve essere comparato al nazismo». Molti storici polacchi condividono la tesi di Kaczynski: «Quello comunista era un sistema terribile e omicida che ha causato la morte di milioni di vite» ha dichiarato lo storico Wojciech Roszkowski. «Non è sbagliata la comparazione con il nazismo - sottolinea lo studioso polacco - e per questo i due sistemi e i loro simboli devono essere trattati allo stesso modo».
PASSATO CHE NON PASSA - Sebbene i comunisti non abbiano più alcuna influenza politica, in Polonia sembra che il passato non voglia proprio passare. Nelle scorse settimane la Polonia infatti è stato il Paese che più si è battuto contro la candidatura di Massimo D'Alema a Ministro degli Esteri dell'Ue. L'ambasciatore della Polonia presso la Ue Tombinski definì D'Alema «un problema» per il suo passato comunista e precisò che era più adatto a quest'incarico «una persona la cui autorità non può essere contestata a causa delle sue appartenenze politiche passate». Recentemente l'uscita dell'ultimo film del famoso regista Andrzej Wajda che racconta il massacro di Katyn durante la Seconda Guerra Mondiale ( i sovietici uccisero oltre 20.000 tra civili e soldati polacchi) ha suscitato un rinnovato odio contro gli oppressori russi.
LIBERTA' D'ESPRESSIONE - Come sottolinea il Times di Londra lo scopo dei politici polacchi è chiaro: «rendere invisibile il comunismo». Il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski ha ribadito che il Palazzo della Cultura e della Scienza, il più alto grattacielo in Polonia, deve essere abbattuto solo perché è un regalo fatto da Stalin ai cittadini di Varsavia. Non importa che, nel corso degli anni, sia diventato una delle strutture simbolo della città: «Se lo abbattessimo, anche la Polonia avrebbe il simbolo della fine del comunismo come la Germania ha i resti del muro di Berlino. Poi in termini ecologici è anche una costruzione molto inquinante». La battaglia contro il comunismo ha comunque il sostegno della popolazione e della stampa: «Il punto centrale è dimostrare che non vi è nulla di romantico o di divertente nel comunismo» dichiara un cronista polacco al Times. «Il comunismo - prosegue il giornalista - non è stato un gioco. E neppure un’ideologia che riscaldava il cuore. Il comunismo invece fermava i cuori, li faceva appassire e li rendeva freddi». |
giovedì 3, ore 21 : Inaugurazione stagione ZonaRebelde Roma Est - Cineforum (consultate il palinsesto completo di dicembre su www.radiorebelde.it)
venerdì 4, ore 18 : Riunione dipartimento Diritti civili ed antirazzismo della FGCI, via degli Ausoni 49
sabato 5, ore 9:30, "Si parte. Per la federazione della sinistra", Teatro Brancaccio (Via Merulana 244)
sabato 5, ore 14: Manifestazione "NO B-Day", concentramento Piazza della Repubblica
mercoledì 9, ore 18: Scuola di Formazione Comunista - seconda lezione sul "Che fare?" di Lenin |
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FIAT, lettera aperta di Diliberto a Marchionne |
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Gentile Dr. Marchionne, sono giorni di febbrili e intense trattative tra Fiat, Governo e Sindacati con al centro il piano industriale dell’azienda e i tagli di lavoratori e stabilimenti o la riconversione degli stessi verso non meglio precisati obiettivi, Termini Imerese in primis. Tagli e riconversioni che rischiano di mettere sul lastrico migliaia di lavoratori, che con le loro famiglie, per lo più monoreddito, non avranno così più il salario necessario per vivere. Il tutto avviene nonostante la montagna di finanziamenti pubblici ricevuti da Fiat in questi anni, non concessi certo né per licenziare, né per chiudere fabbriche, ma per creare lavoro, innovazione e sviluppo. Contestualmente a tale piano, Fiat continua ad avviare - noi comunisti ci ostiniamo a chiamarla ‘delocalizzazione’ - attività produttive in altri Paesi. Non le sembra irriguardoso tutto ciò nei confronti dello Stato, che tanto ha dato a Fiat? Non le sembra immorale nei confronti della dignità e della professionalità dei lavoratori? Non le sembra irrispettoso nei confronti dei territori in cui i tagli di personale e di fabbriche insistono? Se gli intendimenti dell’azienda andranno avanti, in diverse aree del nostro Paese, purtroppo, si produrranno emorragie occupazionali vere e proprie, con ricadute pesantissime sulla vita quotidiana delle persone e sul tessuto sociale di quelle realtà, tenuto conto del fatto che parliamo di lavoratori che hanno un’età anagrafica non certo favorevole ad una loro nuova ricollocazione occupazionale. Fiat, per gli italiani, è un marchio di fedeltà. Da tutta questa vicenda anche tale prestigioso simbolo rischia di pagare un altissimo pegno, in termini di popolarità, sull’altare del profitto e del capitalismo senza scrupoli. Non le pare? In attesa di un suo cenno di riscontro, invio distinti saluti. Oliviero Diliberto Roma, 1 dicembre 2009 |
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Volantinaggio in I Municipio per il 5 Dicembre |
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Volantinaggio per promuovere la manifestazione del 5 Dicembre presso il Mercato di San Saba, dal primo pomeriggio di Mercoledì 2 Dicembre.
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Crisi del capitalismo, ne parliamo a Labaro |
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Prosegue la scuola di Formazione Comunista |
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tutte le lezioni si svolgeranno presso la Federazione di Roma del PdCI, via Luzzatti 12, a partire dalle 18:00. Primo ciclo di lezioni: Il leninismo come teoria del partito e della politica comunista
9 Dicembre – “Che fare?” di Lenin: critica dell’opportunismo 15 Dicembre – “Un passo avanti e due indietro” di Lenin: critica dell’opportunismo sulle questioni organizzative 12 Gennaio – “L’estremismo malattia infantile del comunismo” di Lenin: per una teoria della politica comunista
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