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Gaza, attacco israeliano alle navi delle Ong Peduzzi e Nobile (FDS): “Depositata in Consiglio un’interrogazione urgente” “Abbiamo depositato stamani, in Consiglio regionale, un’interrogazione a risposta urgente rivolta alla Presidente del Lazio, Renata Polverini, dopo il gravissimo attacco dell’esercito israeliano alle imbarcazioni della Freedom Flottiglia dirette verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari ai palestinesi”. E’ quanto affermano il capogruppo e il consigliere regionale della Federazione della Sinistra, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile. “Si è trattato di un’azione di una ferocia senza precedenti – continuano – che ha causato almeno 15 morti tra gli attivisti per i diritti umani di varie nazionalità che trasportavano 10mila tonnellate di aiuti umanitari, tra vivere alimentari e medicine”. “Data la gravità dei fatti – dichiarano Peduzzi e Nobile – abbiamo presentato un’interrogazione nella quale chiediamo alla Giunta di unirsi al coro di proteste che si sa levando da ogni parte del mondo e di sospendere le iniziative di collaborazione militare tra la Regione Lazio e Israele. Si tratta, in modo particolare, di progetti di ricerca nel campo della fotonica finanziati attraverso Sviluppo Lazio, che coinvolgono, oltre all’Università di Tor Vergata, due industrie militari, la Selex Comunications del gruppo Finmeccanica, specializzata nelle ‘comunicazioni militari protette’ e la israeliana Lynx Photonic Network, specializzata in applicazioni fotoniche, che produce anche nel settore militare”. “In solidarietà con gli attivisti di pace duramente colpiti dall’attacco israeliano e per avviare una grande mobilitazione nazionale e internazionale – concludono i consiglieri - parteciperemo oggi pomeriggio al presidio di protesta che si terrà alle 17 in piazza San Marco”.
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FESTA ROSSA IN 5° MUNICIPIO |
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INTERROGAZIONE AL MINISTRO TREMONTI |
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CHIEDIAMO: - Se risponde al vero che l’attuale piano di riorganizzazione degli Uffici delle Entrate voluto dal CENTRODESTRA di fatto impedisce la lotta all’evasione fiscale.
- Se l’imminente attivazione del nuovo modello organizzativo presso le grandi aree metropolitane bloccherà l’attività di accertamento e controllo fiscale per i prossimi mesi.
E' questa la “promessa” lotta all'evasione ? - Se risponde al vero che in alcune regioni del nord Italia la Lega (grande fustigatrice dei costumi nazionali!) ha chiesto chiarimenti per l’elevato numero di controlli fiscali effettuati alle imprese, ottenendo una riorganizzazione degli uffici finanziari che diminuirà i controlli fiscali ad un livello “sopportabile“ dalle imprese.
E' questa la “promessa” lotta all'evasione? MENTRE IL GOVERNO BERLUSCONI VARA L’ENNESIMO CONDONO FISCALE LA REALTA E’ - Tagli alle risorse della scuola, dell'Università e della ricerca
- Soppressione del tempo pieno nelle scuole
- Tagli alla sanità e ai servizi pubblici
- Privatizzazione dell'acqua, bene pubblico
- Attacco ai diritti e alle condizioni dei lavoratori
- Attacco al diritto di informazione (gli italiani non saranno più informati sugli scandali della “cricca” governativa)
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SPUNTI PER UNA RIFLESSIONE SULLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA. |
La discussione attorno alla Federazione della Sinistra è a tratti surreale e supportata da suggestioni del voler essere sull’essere. Il dato politico è che siamo di fronte alla più grave crisi del modo di produzione capitalistico dal dopoguerra e che questa apre continuamente contraddizioni politiche e sociali che con grande difficoltà le forze dominanti provano a gestire. Accade nel mondo tra grandi potenze, accade in Europa tra Stati più deboli e quelli più forti, avviene in Italia dove i contrasti ormai in campo aperto nel PDL non sono altro che la proiezione politica di tali contraddizioni. Ora dentro tale quadro diventa esiziale pensare di affrontare la discussione sulla natura della Federazione della Sinistra rimanendo ancorati ad una logica elettoralistica o presupponendo nella discussione una presunta ed inesistente autosufficienza dei soggetti politici che la compongono. Possiamo continuare anche a dirci che ogni soggetto deve rafforzare se stesso in una sfida sul chi dura un minuto di più, ma certamente così non si è all’altezza della sfida. Se esiste la questione del superamento del capitalismo quale elemento che unisce le forze in campo, allora attorno a questo si deve lavorare per costruire un orientamento che individui elementi di strategia e tattica che possono non solo tenere tutti in un contenitore, ma li faccia camminare insieme. In primo luogo si deve partire da un assunto che limita ogni semplificazione e visione organizzativistica: la divisione dei comunisti e della sinistra di classe non è semplicemente organizzativa, altrimenti sarebbe bastato poco a tradursi in un atto di riunificazione ma è una divisione che attiene ad una sedimentata differenziazione teorica, culturale e politica che negli anni si è ovviamente tradotta in una differenziazione pratica . C’è quindi un processo a cui dare gambe, un processo teorico, politico e pratico che richiederà tempo. Se è vero che tale processo almeno per alcuni, certamente per me, per avere un esito positivo debba portare ad un soggetto politico, ad un partito comunista del XXI secolo, prodotto di sintesi successive tra queste differenze e con la realtà sociale, è altrettanto vero che tale percorso deve oggi tenere conto del punto di partenza così frammentato. Gli stessi soggetti che la compongono sono nominalmente dei partiti in cui vive l’espressione di tale situazione. Con la consapevolezza che nulla è scontato e che l’esito dipenderà da molte variabili e dalla capacità di essere adeguati all’accelerazione che la storia con la crisi tende a prendere, abbiamo il dovere di provarci. In questo si deve lavorare affinchè la FDS funzioni come soggetto politico, che sappia acquisire elementi di autonomia sempre maggiori e allo stesso tempo sia uno spazio aperto che tenga conto della pluralità che la compongono e della necessità di costruire un processo inclusivo con ciò che si muove al di fuori di essa. Questa ipotesi di lavoro ha un senso, ovviamente, se è in grado di aprire la propria azione alla verifica e sperimentazione continua con la realtà di sociale di riferimento provando ad esprimersi con un linguaggio comprensibile sintonizzato su una frequenza di massa, altrimenti si riduce ad un confronto collocato in un astratto mondo delle idee dove, senza sperimentazione pratica, ogni ipotesi è sempre valida, dove prevale la logica sulla dialettica e dove l’esaurimento di una significativa soggettività rivoluzionaria è un dato di fatto come dimostrano anche gli ultimi risultati elettorali. Per muovere i primi passi e affinchè questi siano percepiti oltre il corpo militante, peraltro provato e stanco, si devono indicare alcuni elementi da cui partire. Se l’orizzonte concreto di superamento del capitalismo è la bussola per tutti, l’indicazione di elementi di programma e di lotta che oggi rispondano alle esigenze immediate della classe di riferimento è fondamentale. Come fondamentale è la battaglia per la difesa degli spazi democratici che nella crisi tendono sempre più a ridursi per i lavoratori e le classi subalterne. Difesa degli spazi democratici che deve articolarsi dal piano sociale fino a quello istituzionale: dalla battaglia per il ripristino di un sistema proporzionale, a quello della democrazia nei posti di lavoro. E’ chiaro che questa modalità ci apre ad azioni di lavoro concreto: Il sostegno ai Referendum per la difesa e la riconquista dell’acqua pubblica assieme alla difesa complessiva dei beni comuni e del ritorno alla gestione pubblica dei servizi per strapparli al mercato e al profitto. L’indicazione di una campagna per il dimezzamento delle tariffe per i lavoratori colpiti dalla crisi, anche qui rilanciando il ruolo pubblico della gestione dei servizi. L’avvio di un percorso per riattivare una battaglia contro la Legge 30, per la difesa ed il rilancio dell’istruzione pubblica, per la chiusura dei CIE e una nuova dignità ai lavoratori immigrati, per il rilancio e la difesa dei diritti conquistati dalle donne ed in generale per la difesa dei diritti civili. Una grande battaglia per il rilancio del proporzionale e della democrazia sindacale e nei posti di lavoro. E’ chiaro che questi punti costringono e costringeranno nel tempo la Federazione al suo interno e all’esterno a cimentarsi nelle sue relazioni su questioni strategiche da quella sindacale, a quella sullo Stato, a quella che riguarda la modalità di un nuovo insediamento organizzativo che si dialettizza con un continuo lavoro sperimentale a cui chiamare tutti i militanti. A Roma questo è il lavoro che si sta tentando di portare avanti: -Con l’attivazione della Rete Romana Contro la Crisi, utile e necessaria ad allargare anche il fronte politico che oggi non si riconosce nella Federazione, ma che con essa vuole sperimentare forme di unità nella lotta. -Con il tentativo di contribuire a trasformare, non senza contraddizioni, l’ANPI in un nuovo e aperto soggetto antifascista . -Con una relazione a tutto campo con tutte le organizzazioni sindacali, lavorando a rapporti legati al merito dei problemi. Solo lavorando in una direzione così complessa è possibile ricostruire la speranza, e non chiudersi in dispute politiciste che rischiano di spezzare tutto. In questo senso due questioni hanno caratterizzato la discussione fino ad ora: l’organizzazione e le politiche delle alleanze. La prima è certamente un falso problema. Se il passo della Federazione va fatto, farlo senza un vincolo organizzativo lascia spazio a mantenere la frammentazione così com’è. Costringersi a lavorare assieme e a prendere decisioni condivise almeno sugli elementi cruciali aiuta al lavoro di sintesi. Senza riempire di aspettative il Congresso, fare un passo di sostanziale cessione di sovranità può rendere inclusiva la Federazione verso i molti che la guardano con sospetto come un cartello elettorale o, peggio, come un tentativo maldestro di salvare dalla deriva un ceto politico che non ha più niente da dire. La politica delle alleanze senza la certezza di un binario strategico e autonomo diventa un esercizio di confronto tra presunti settari e presunti unitari, o presunti indipendenti e presunti subalterni. Se si definisce chiaramente che la Federazione è oggi un processo politico aperto ma autonomo e strategicamente alternativo al sistema politico ed economico capitalistico, le alleanze non possono che essere definite tatticamente dentro tale obiettivo generale. In questo senso unire le opposizioni contro le spinte reazionarie fortemente presenti in Italia ed, elettoralmente, in un quadro ancora bloccato dal bipolarismo trovare intese su alcune questioni che si ritengono centrali e che aprano spazi istituzionali non è in contraddizione dialettica con l’obiettivo generale, altresì rischierebbe di diventarlo se si alludesse alla pura e semplice ricostruzione di un’ alleanza strategica di centrosinistra quale fine e mezzo di sopravvivenza. E’ dentro tale percorso che dobbiamo cominciare a calibrare l’ iniziativa tra e con i lavoratori in primo luogo, ma anche con gli studenti, i ricercatori e gli intellettuali, nei luoghi di lavoro come nelle vaste periferie delle metropoli, provando a definire obiettivi intermedi di società che facciano emergere il progetto di trasformazione e siano in grado di costruire un vero collante ad un blocco sociale in grado di porre in termini concreti la questione dell’alternativa politica, economica e sociale. In sostanza se iniziamo a dirci chi siamo, dove vogliamo andare, possiamo guardare serenamente al primo sentiero da percorrere insieme e poi cammin facendo troveremo sempre più compagni di strada e soprattutto LA STRADA per ricominciare a vincere FABIO NOBILE |
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Oggetto: assemblea pubblica "La crisi, la Grecia e il futuro dell'Europa" sabato 15 maggio ore 16 Via Squarcialupo 58
Care compagne e cari compagni, riteniamo necessario affrontare un confronto urgente sui temi d'attualità posti a partire dalla crisi greca. A fronte della crisi greca provocata dalla speculazione, dalla globalizzazione liberista e dalla politica dei bassi salari che sta già coinvolgendo tutti gli altri paesi europei (in particolare Spagna, Portogallo e Italia), i governi attuano politiche di sacrifici con tagli ai servizi sociali, ai salari e alle pensioni, anziché intervenire sugli speculatori. In Italia, il ministro Tremonti annuncia una manovra correttiva che avrà conseguenze molto simili a quelle prodotte dai provvedimenti predisposti dal governo greco, su imposizione dei governi europei quale condizione fondamentale per l'ottenimento del prestito. Per attrezzarci a organizzare un'efficace risposta di lotta riteniamo necessario e utile un primo momento di approfondimento che terremo con l'assemblea pubblica "La crisi, la Grecia e il futuro dell'Europa" di sabato 15 maggio, alle ore 16.00, in Via Squarcialupo 58.
All'iniziativa sarà presente anche un esponente dei giovani comunisti greci, Petros Kipouropoulos, protagonisti delle lotte di queste ultime settimane.
"La crisi, la Grecia e il futuro dell'Europa" intervengono: Petros Kipouropoulos, Fabio Nobile, Bruno Steri, Francesco Francescaglia, Segio Cararo, Armando Morgia, Vladimiro Giacchè.
Invitiamo i compagni e le compagne alla partecipazione, e a dare ampia diffusione dell'iniziativa attraverso siti e mailing list.
Buon lavoro, |
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Fabio Nobile è consigliere Regionale, GRAZIE!!! |
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Fabio Nobile, il segretario del PdCI di Roma e portavoce della Federazione della Sinistra cittadina è Consigliere Regionale! Ringraziamo tutti gli iscritti, i simpattizanti, i compagni che ci hanno aiutato a sostenerlo... I Comunisti e la Sinistra in Consiglio Regionale per sostenere le lotte dei più deboli sono un valore troppo importante per la democrazia!! GRAZIE!!! |
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Analisi del voto regionale |
Sulla fase che attraversa il Paese e i compiti che i comunisti e la sinistra di classe hanno di fronte alla coda di una sconfitta epocale che si conferma anche con le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.Il primo dato è la vittoria politica di Berlusconi. Una vittoria all’interno di un feroce scontro di potere che, dietro gli scandali, nasconde chi sopravviverà alla crisi sul piano economico e politico. Una vittoria che, a meno di ulteriori scossoni, ci indica una durata del Governo nei prossimi tre anni, finalizzata come ci ripete il premier e la Lega da giorni, a costruire la terza Repubblica ispirata a principi ancor più plebiscitari e reazionari.Il secondo dato è che per Berlusconi non si tratta di una vittoria elettorale. Il pesante arretramento del PDL e la contestuale avanzata in termini percentuali della Lega evidenzia come in assenza di un progetto politico alternativo a sinistra nella crisi si consolida l’estrema destra. Questo succede fino in Umbria al Nord dove la Lega prende una percentuale significativa e al sud si vedono in grande crescita i soggetti locali legati in qualche modo all’idea del Partito del Sud su cui, credo, abbiano qualcosa a che fare i non limpidissimi poteri forti del mezzogiorno.Assieme a questo di altrettanto grande rilievo è l’astensionismo che continua ad essere , soprattutto a sinistra, il figlio legittimo del bipolarismo, consolidando la separazione tra società politica e società civile. Un astensionismo che ha determinato che a vincere è chi ha perso elettoralmente di meno e che definisce una dilagante passivizzazione di massa. Anche se in queste elezioni la spinta all’astensione è stata fortemente sostenuta anche da una parte di poteri forti per indebolire Berlusconi (penso ad alcune prese di posizione di Montezemolo prima delle elezioni). Tentativo non riuscito. Che porterà gli stessi poteri forti anche sulle cosiddette “Riforme” a trattare da una posizione di maggior debolezza rispetto all’ancora non sconfitto e certamente mal sopportato presidente del consiglio. Nel campo delle opposizioni il risultato è pesantemente negativo. Il PD continua la sua lenta agonia, l’Idv pur continuando ad erodere voti a sinistra non sfonda perdendo molti consensi dalle europee. Poi c’è la sinistra. Al di la della gara di chi perde di più tra la Federazione della Sinistra (FDS) e Sinistra e Libertà (SeL) i dati sono impietosi: la sinistra di questo passo tende all’esaurimento della sua forza e credibilità. I risultati di Campania e Lombardia dove la FDS era sola con un suo candidato Presidente evidenziano l’impercettibilità del nostro progetto autonomo, come d’altra parte senza il risultato pugliese, dove si presenta pur come guida ma del vecchio centrosinistra, SeL è completamente in linea con la nostra diminuzione di consenso. Epurando i dati della FDS da quelli di Campania e Lombardia e quelli di SeL da quelli pugliesi, la prima perde in voti assoluti rispetto alle Europee il 25% e SeL il 29%. Entrambe con un dato negativo.Per questo motivo, questi risultati non devono farci prendere l’abbaglio semplicistico e pericoloso che la strada della ricostruzione del centro-sinistra sia la strategia da percorrere. Semplicemente ci segnalano che allo stato attuale la tattica elettorale può salvaguardare qualche piccolo spazio al riparo dal voto utile, ma in tendenza senza strategia e direzione si va verso l’estinzione. Allora il tema di fondo è la definizione del profilo politico e sociale della Federazione della sinistra. Un conto è, quindi, discutere della necessità di una politica delle alleanze, della necessità di fronte alla forza della destra di unire le opposizioni, altro discorso è pensare all’apparentemente “comoda” collocazione nella sinistra del centro-sinistra come strategica.Il connotato di classe della Fds è il primo elemento su cui ricostruire l’insediamento con un lavoro di lunga lena. Questioni concrete che indichino obiettivi chiari di lotta e facciano percepire il senso strategico di trasformazione al quale guardiamo: esigere risposte alla crisi economica indirizzate agli interessi di classe che dobbiamo riorganizzare sviluppando vertenze unitarie nazionali e locali (tenuta dei servizi pubblici e riduzioni delle loro tariffe, case popolari, diritto allo studio e alla formazione), sostegno politico e organizzativo ai Referendum su acqua, lavoro e nucleare. Terreni sui quali sperimentare, sviluppare, e rafforzare organismi unitari di lotta in grado di coinvolgere i lavoratori e i settori popolari colpiti dalla crisi.Su questo terreno, va indagato con grande attenzione il risultato elettorale nelle metropoli dove si evidenziano segnali di controtendenza e rappresentano per noi un elemento fondamentale d’analisi e d’azione visto il concentrarsi in esse nella forma più avanzata di tutte le contraddizioni e le trasformazioni del modo di produzione capitalistico.Assieme e connessa alla battaglia sociale è necessario farsi carico di quella contro l’involuzione autoritaria e le nuove riforme istituzionali proposte dalla destra, mettendo l’accento sul nostro punto di vista che deve mirare a scardinare il sistema politico bipolare che mostra un discredito già diffuso. Su questi temi è giusto e necessario chiamare all’unità di tutte le forze di opposizione. Stesso discorso vale nei rapporti a sinistra, dove i contenuti e la scelta di costruire un orizzonte autonomo dal PD determineranno la stessa natura della dialettica, per dare ai lavoratori e alle masse popolari una nuova definizione e rappresentazione ideale e politica di se. In sostanza, la possibile necessità di costruire anche alleanze elettorali larghe non può far perdere di vista l’imperativo di scardinare la logica bipolare e la necessità di costruire nel medio periodo un fronte a sinistra basato su un’idea d’alternativa politica e sociale. I risultati nelle Marche incoraggiano anche elettoralmente tale ipotesi e necessità.E’ evidente che se la natura della FDS deve essere chiaramente definita in termini di classe, ponendola nella prospettiva di trasformazione generale della società, è fondamentale al suo interno il ruolo dei comunisti che in effetti compongono oggi la quasi totalità della stessa. Tale ruolo è indispensabile per far crescere l’elaborazione teorica, la spinta ideale, la prassi politica e sociale, per costruire un nuovo radicato e organizzato insediamento. E’ proprio in questa dialettica che è possibile far vivere il progetto unitario che oggi è l’unico praticabile concretamente al di la delle definizioni. Certamente la definizione di Federazione tiene conto del fatto che oggi tra i comunisti e nella sinistra di classe, politica e sindacale, non esiste un’omogeneità teorica, politica e strategica riassumibile in una sintesi. La Federazione può essere il processo di partecipazione che avanza concretamente in quella direzione. Ma perché questo sia possibile non c’è altro tempo da perdere, il percorso va avviato e guidato praticando concretamente le scelte già fatte e costruendo un percorso di discussione congressuale che dia gambe vere alla prospettiva dando un messaggio strategico unificante, obiettivi intermedi di società e ipotesi di lavoro organizzato, senza precostituite divisioni, ormai schematiche e sganciate dalla realtà, per una comune linea politica di massa.Fabio NOBILE
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La Resistenza scompare dai libri scolastici, Fgci Roma: “La Resistenza non si cancella!” |
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La Fgci di Roma esprime il suo più profondo disgusto per le intenzioni del Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Con la sua decisione di eliminare la Resistenza e l'Antifascismo dai libri scolastici, si privano le nuove generazioni di valori assolutamente condivisi come la libertà e la democrazia. Non si possono relegare in un angolo buio tratti salienti della storia contemporanea italiana, come non si possono dimenticare le migliaia di partigiani uccisi e torturati dai nazifascisti nella Guerra di Liberazione. La Costituzione stessa imprime un deciso carattere antifascista alla Repubblica Italiana, carattere che deve essere tutelato ad ogni costo. Coordinamento Fgci Roma Coordinamento Fgci Lazio
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