ALITALIA E EMERGENZA LAVORO: IL 27 MAGGIO IN PIAZZA.

Il 27 maggio il Partito Comunista sarà in piazza con i lavoratori di Alitalia e con i lavoratori in lotta in decine di altre vertenze presenti a Roma in queste settimane, per esprimere il proprio sostegno militante alla loro lotta.

La vicenda di Alitalia, con il no al referendum da parte dei lavoratori ha segnato un momento di lotta importante, un risultato non scontato che merita tutto il nostro sostegno. Oggi Alitalia è una delle trincee più avanzate della lotta di classe nel nostro Paese; condensa in un unico caso tutte le contraddizioni del sistema economico italiano: è il risultato delle privatizzazioni selvagge, dell’incapacità di gestione da parte della borghesia italiana; dell’arroganza e della voracità manageriale; del ricorso al taglio del costo del lavoro e all’aumento della produttività come unica soluzione adottata dal capitale per far fronte ad una crisi che ha altre cause, non certo imputabili ai lavoratori. Nel momento in cui Alitalia con licenziamenti, cassa integrazione, non concessione di parte del salario ai lavoratori, alza il livello dello scontro in azienda, cercando di piegare la resistenza dei lavoratori, è tanto più importante un sostegno compatto e forte da parte di tutti i lavoratori. Il Partito Comunista ribadirà la propria proposta per la nazionalizzazione della compagnia aerea, evitando semplici erogazioni di denaro pubblico a fondo perduto per ripianare i debiti delle gestioni private, e lottando per una partecipazione diretta dei lavoratori nelle scelte aziendali.

Accanto ai lavoratori di Alitalia e Fiumicino scenderanno in piazza lavoratori di altre aziende in crisi. Nella nostra città esiste ormai una vera e propria emergenza lavoro. A partire dai 1666 licenziati di Almaviva lo scorso dicembre assistiamo ad una continua ininterrotta catena di licenziamenti e di trattative al ribasso fatte sulla pelle dei lavoratori. Tim , Sky, GSE… Solo negli ultimi giorni abbiamo visto la sorte di decine di lavoratori della Biblioteca nazionale e l’annuncio di 900 esuberi nel personale delle società Wind e Tre. La questione appalti è all’ordine del giorno nel privato come nel pubblico, si pensi alle situazioni di Roma Multiservizi, TPL, Atac.

Il Partito Comunista ha sostenuto e sostiene queste lotte. La rivendicazione dell’abolizione degli appalti, delle esternalizzazioni e della precarietà è l’elemento centrale della lotta per il lavoro oggi. Ma accanto a ciò invitiamo i lavoratori a prendere coscienza della condizione attuale, a rifiutare accordi al ribasso, e l’illusione di un semplice cambio delle forze politiche, che non rappresentano alcuna reale alternativa, ma la riaffermazione sotto altre forme dello stesso sistema di sfruttamento.

I processi economici in atto, l’apertura di mercati internazionali sempre più vasti, la concorrenza sul costo del lavoro come arma nelle mani dei padroni, il ricorso all’automazione del lavoro, rendono necessaria una svolta: o i lavoratori sapranno organizzarsi accanto ai settori più avanzati del sindacalismo di base per difendere realmente i loro diritti, e ai comunisti, per rovesciare questo sistema di oppressione, o le condizioni dei lavoratori peggioreranno sempre. Lottiamo per sostituire al governo della finanza e dei padroni, il potere dei lavoratori, per costruire una società socialista. O loro, o noi!

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