Il Partito Comunista è pronto a presentare una denuncia per danneggiamento del patrimonio storico qualora il Partito Democratico non provveda a rimettere al suo posto la targa in marmo con falce e martello della di Via dei Giubbonari. Nei giorni scorsi la targa era stata rimossa, e, stando alle ricostruzioni giornalistiche, si troverebbe custodita dai militanti del circolo democratico. Non esiste alcuna continuità giuridica che il PD possa automaticamente vantare sul patrimonio mobiliare e immobiliare del PCI, che appartiene ad una fondazione che ha lo scopo di preservarne la memoria storica. Con l’azione di rimozione il Partito Democratico ha infranto questo scopo, appropriandosi di un patrimonio storico di cui non può di certo vantare alcuna continuità politica.

Secondo Alessandro Mustillo, segretario romano del Partito Comunista: «La targa della storica sezione del Partito Comunista Italiano di via dei Giubbonari è patrimonio storico collettivo della città di Roma e dei suoi abitanti. La rimozione operata su indicazione del Partito Democratico è illegittima e priva la città del legame con una parte della sua storia recente. Il PD non può vantare alcuna titolarità politica su quella targa: il legame storico con la sezione del PCI deve restare lì dove per anni i comunisti hanno avuto la loro sezione, in ci erano iscritti importanti dirigenti nazionali, tra cui diversi padri costituenti. Non pensiamo – conclude Mustillo – che la storia di Guido Rattoppatore e il patrimonio ideale dei comunisti in Italia, possa essere raccolto da un partito che oggi promuove la revisione della Costituzione, politiche di attacco ai diritti dei lavoratori e ai loro salari, sostiene gli interessi della grande finanza, della Confindustria della Nato. Il PD restituisca immediatamente la targa ai cittadini romani, che ne sono i veri proprietari.»

 

 

 

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